Ho sognato navi di fuoco sul nulla e facce come muri. Un lancio nel vuoto e la paura di abissi alti e neri. E, all'orizzonte inchiodato in attesa, tanta voglia di raggiungerti.
Mi
leggevi l'anima in brile con le dita nelle ferite nere, aperte,
allargavi squarci con gli indici e mi leccavi il male liquido.
Perdoniamoci nei giorni di pioggia. Mi contavi la bellezza tra i capelli
e avevi occhi grandi per ogni mia luce ma non avevi parole e mani piccole per il mio cuore. Perdoniamoci nei giorni di pioggia.
Piccola dea bruna, porti rose di dolore tra i capelli e ghirlande di baci sul petto che ricordano le sue labbra. Il cuore nel sole crea sempre un'ombra. Come fai a non sentirti a metà che la sua pelle era una casa fiorita? Non ti manca il suo dolore? Lo succhiavi dalle ciglia come una madre. Come fai che i tuoi occhi non li perdi nel vento? Insegnami il segreto dei tuoi occhi.
Terra hai sfiorato le piccole dita dei suoi piedi, hai visto sbocciare le sue labbra nelle tue estati. Ti invidio i suoi occhi, chini nella polvere, quei suoi abissi immani sotto le ciglia. Madre del mio amore è come fossi mia.
domenica 18 maggio 2014
Dove sono i piccoli gesti casuali di assoluta bellezza? I fiori regalati raccolti agli angoli delle aiuole?
venerdì 16 maggio 2014
Ninnoli, ammennicoli, spacciami anestetici a poco. Ho troppi giga di memoria per il vuoto e quando il mondo è sottosopra vedo dritto che non c'è niente da vedere.
Ho lavato i miei piedi fino a farli sanguinare, succhiato il taglio nella mia bocca, le mani giunte, ai miei occhi manca il respiro. Sono l'involucro della frarfalla.
Vorrei rinascere acqua nuova per te. Averti trovato alla prima sorgente, per imparare come essere azzurra lungo tutto il tragitto. Vorrei essere un torrente che si tuffa e torna acqua pulita, o, se condannata ad una pozza, evaporare per tornare fresca con le piogge.
Quando il buio e la luce s'innamorarono, nell'incontro, nessuno dei due
scomparve nell'altro. Il primo era vivo nelle ombre palpitanti, la
seconda nei riverberi gioiosi. Imparavano così a distinguere le cose, a
riconoscere se stessi.